“Specchio dei Tempi” de “La Stampa” – Le lettere del 5 luglio 2015

“Specchio dei Tempi” de “La Stampa” – Le lettere del 5 luglio 2015

«Come distruggere posti di lavoro» – «Ancora niente stipendio per gli standisti di un editore al Salone del Libro»

http://www.lastampa.it/2015/07/05/cronaca/rubriche/specchio-dei-tempi/le-lettere-del-luglio-aNEicfg1SyaxwMf9rOq5AP/pagina.html

Una lettrice scrive:

«Mi chiamo Simona, ho 45 anni e una famiglia. Fino a luglio 2015 avrò un lavoro… dopo non si sa. «Nel 2007, durante un tirocinio, ho conosciuto quella che fino ad oggi è stata la mia titolare, ma anche una amica (Vanessa) con cui ho condiviso una passione: i bambini. Dopo percorsi per entrambe diversi, abbiamo deciso di frequentare un corso di Educatrice Prima Infanzia della Regione Piemonte. «Mi era stato chiesto di aprire l’attività (gestione di un baby parking) in qualità di socia, ma purtroppo la mia situazione finanziaria non me lo permetteva. Cosi Vanessa mi assume con un contratto a progetto, insieme ad un’altra collaboratrice. Nella nostra piccola realtà (max 15 bambini), non è stato possibile per la titolare garantirci un’assunzione a tempo indeterminato, perché lo Stato impone tasse e oneri che di fatto impediscono ai piccoli imprenditori di sopravvivere.  «La mia titolare è una persona onesta, che finora ci ha dato la possibilità di svolgere un lavoro che amiamo e di percepire uno stipendio che tutti i mesi ci permette di saldare la rata del mutuo.  «Qualche mese fa si presentano due ispettori del lavoro. I nostri contratti a progetto sono risultati del tutto sconvenienti. Non potevano stipularsi ogni anno con la medesima persona. Ogni anno scolastico, quindi, i nostri bambini avrebbero dovuto cambiare la loro educatrice e noi educatrici avremmo dovuto rimetterci in gioco, cercando una nuova occupazione…  «Gli ispettori del Lavoro, con il loro sopralluogo efficiente e applicando la legge hanno reso probabilmente necessaria la chiusura della nostra attività, senza valutare in alcun modo il danno economico e umano arrecatoci. L’ammontare della multa e l’obbligo di assunzione a tempo indeterminato delle due collaboratrici da aprile 2010, costituisce infatti un tale onere finanziario per l’attività, da non poter sperare in una prosecuzione della stessa. «Sono vicina a tutte quelle persone che hanno perso un lavoro e soprattutto hanno perso la fiducia, la voglia di mettersi in gioco e di lottare per qualcosa in cui credono. L’ingiustizia, i limiti della legge e delle persone che la applicano sono frustranti!».

S.C. Pianezza (To)

Un lettore scrive:

«Vi scrivo in merito al pagamento dello stipendio dei lavoratori impiegati nei vari stand delle case editrici presenti al salone internazionale del libro di Torino. «Sono uno studente/lavoratore che per arrotondare le ahimè magre entrate mensili ha partecipato all’ultima edizione del salone del libro tenutasi a Torino in qualità di standista tuttofare presso una nota casa editrice milanese. «Ebbene, con grande rammarico, il sottoscritto e i numerosi colleghi stanno ancora attendendo la corresponsione della paga prestabilita…».

F.B.

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