INTERVISTA AD ARMANDO RINALDI SULLA COSTITUZIONE DELLA NUOVA FEDERAZIONE

Il Prossimo 22 Febbraio Alp Over 40, Atdal e Reset Pavia si incontreranno a Torino per avviare il processo di costituzione di una Federazione che si occupi dei problemi dei disoccupati over 40. Abbiamo incontrato Armando Rinaldi, vicepresidente di Atdal Over 40 Milano, a cui abbiamo posto alcune domande.

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Da quanti anni svolge attività sociale Atdal Over40 Milano?

Dal febbraio del 2002 ma le attività erano già iniziate da oltre un anno prima della nascita ufficiale dell’Associazione

 Quali risultati ha riscontrato in questi anni?

Certamente abbiamo saputo far emergere il problema della disoccupazione matura attraverso testimonianze, articoli, interviste, convegni, presenze televisive e incontri a livello politico e Istituzionale. In particolare va sottolineato il fatto di essere riusciti a far promuovere una indagine conoscitiva del fenomeno della disoccupazione degli over45 da parte della Commissione Lavoro del Senato (anni 2003-2006) che ci visti convocati in audizione a Roma per ben tre volte. L’indagine ha sostanzialmente riconosciuto quanto da noi denunciato e cioè l’esistenza e la gravità del problema sollecitando interventi legislativi urgenti a sostegno della categoria. Come sempre avviene in Italia nulla è stato fatto di concreto al di là di tanti bei discorsi e dichiarazioni di intenti. Il nostro limite è quindi quello di non essere riusciti ad ottenere, fino ad oggi, nulla di realmente concreto per responsabilità di una politica sorda, incapace, menefreghista. Nessun politico può oggi dire di non conoscere il dramma di tanti uomini e donne, madri e padri di famiglia, privi di lavoro, di reddito, di possibilità di accedere alla pensione. Conoscono il problema ma non hanno alcuna intenzione di fare qualche cosa.

In Italia ci sono molti disoccupati e pochi ammortizzatori sociali, ritiene insufficienti le misure intraprese dal Governo italiano?

Assolutamente insufficienti. In Italia solo il 30% di coloro che perdono il lavoro dispone di qualche sostegno al reddito (cassa integrazione, mobilità, indennità di disoccupazione), gli altri sono abbandonati a se stessi. Anche l’Aspi, introdotta dalla famigerata ex-Ministra Fornero è una misura ridicola, economicamente insufficiente, difficile da ottenere e la cui durata nel tempo è molto limitata. Da qualche mese i politici parlano di istituire una forma di reddito di cittadinanza (nelle ipotesi allo studio siamo ancora lontani anni luce da quanto è in vigore negli altri paesi europei) ma, seguendo il dibattito in corso, si capisce che la preoccupazione massima non è quella di dare un sostegno a chi non riesce a tirare avanti ma, piuttosto, di predisporre tutti i possibili paletti burocratici che rendano complicato accedere a questo sostegno. E, in ogni caso, le ipotesi che circolano ci dicono che, se questa misura sarà varata, il sostegno economico che verrà stanziato sarà molto probabilmente una specie di elemosina che nulla ha che fare con il dettato costituzionale di garantire ad ogni cittadino un reddito dignitoso.

Quante associazioni che si occupano del problema lavoro per gli over 40 sono presenti in Italia?

A mia conoscenza sono meno di una decina principalmente concentrate nelle aree di Milano, Torino e Roma. Ma altre ne stanno nascendo in aree più periferiche laddove la crisi ha colpito in misura pesante. Esiste una difficoltà oggettiva nel riuscire ad intercettare queste realtà e a creare una rete.

Ritiene che il problema della disoccupazione over40 sia realmente percepito nel paese?

Il problema viene percepito a corrente alternata dato che nel nostro paese l’opinione pubblica è pesantemente condizionata dai media. Rivedendo la storia degli ultimi 20 anni il problema della disoccupazione è sempre stato caratterizzato da analisi venate di luoghi comuni: un tempo la disoccupazione riguardava prevalentemente le donne, poi il Meridione, infine i giovani, ecc. La disoccupazione degli over40 compare di tanto in tanto a seguito di qualche ricerca o di qualche servizio televisivo ma poi tende a cadere nel dimenticatoio in pochi giorni.

Di fatto il problema della disoccupazione riguarda la disoccupazione in generale e come tale dovrebbe essere affrontato con la coscienza di capire che copre una condizione sociale molto ampia che include giovani e meno giovani, donne e uomini, residenti al Nord, al Centro o al Sud del paese. Ma affrontare il problema da questo punto di vista implicherebbe capacità, idee, creatività e impegno che non ritengo siano oggi presenti nel firmamento dei nostri rappresentanti politici e istituzionali.

A febbraio sarà posata la prima pietra per la nascita della Federazione Over 40, con quali obiettivi?

Abbiamo già fatto il primo passo verso la costituzione della Federazione lo scorso 14 dicembre. Si tratta ora di lavorare alla preparazione di uno Statuto mentre abbiamo già cominciato ad invitare diverse Associazioni e Movimenti ad aderire alla Federazione stessa.

Ritiene che la Federazione potrà apportare un aumento di visibilità e di conseguenza anche di iscrizioni?

Di certo se la cosa dovesse prendere piede e consolidarsi la nostra visibilità o, meglio, la visibilità del problema della disoccupazione in età matura potrebbe crescere ed avere un maggiore impatto a tutti i livelli. Io non credo e non ritengo che la cosa più importante sia quella di avere un maggior numero di iscritti anche se questo aspetto non è da sottovalutare. In termini politici e di impatto credo che il vantaggio maggiore potrebbe derivare dalla possibilità di organizzare iniziative che non possano più essere ignorate dalla politica e dai media. In altre parole se la Federazione avrà al suo interno molte sigle di Associazioni e Movimenti che rappresentino realtà provenienti da varie aree del paese potremo esercitare forme di pressione sulle Istituzioni con maggior forza di quanto siamo riusciti a fare fino ad oggi.

Quali sono gli argomenti principali del 2014 che dovrete affrontare e con quali risorse?

Non vi è nulla di particolarmente nuovo nell’azione e nelle proposte di Atdal, proposte che sono sintetizzate anche nel documento programmatico di costituzione della Federazione e che in sintesi si possono riassumere in: continua denuncia della condizione dei disoccupati over, richiesta di istituzione di una forma di sostegno al reddito universale, abrogazione della Riforma Fornero in materia di previdenza ristabilendo criteri di equità nel diritto di accesso alla pensione, riduzione dell’enorme massa di contratti flessibili che hanno generato solo precarietà diffusa, definizione di programmi di sostegno alla ricollocazione dei disoccupati secondo criteri che tolgano dalle sgrinfie delle agenzie private i finanziamenti pubblici sperperati per anni senza che siano stati prodotti risultati concreti in termini di nuovi posti di lavoro,

All’interno della Federazione vi occuperete di progetti anche europei?

Atdal Over40 è membro da diversi anni del circuito AGE Platform Europa, organizzazione che raggruppa circa 140 associazioni di 26 diversi paesi europei. Io credo che anche la Federazione dovrà sfruttare questo ed altri circuiti europei portando le proprie esperienze, confrontandole con quelle di altri paesi, promuovendo progetti che possano utilizzare i fondi resi disponibili dall’Europa per attività a sostegno delle categorie di lavoratori e disoccupati in difficoltà.

Quale messaggio ritiene di voler inviare agli associati della Federazione?

Un messaggio vecchio come il mondo: l’unione fa la forza.

I problemi determinati da una crisi che non ha precedenti e che, al di là di tutte le inutili affermazioni di ottimismo che ci tocca ascoltare, non si risolverà a breve, sono problemi difficili da analizzare, comprendere e affrontare.

Comunque vada a finire questa crisi l’Occidente, ed in particolare un Paese come l’Italia, non potrà più pensare di rivivere le condizioni del passato. L’economia mondiale ha oggi nuovi protagonisti che stanno muovendosi molto velocemente per raggiungere livelli di vita ai quali noi eravamo abituati da decenni. Questa evoluzione implica inevitabilmente un ridimensionamento delle nostre condizioni di vita, un ridimensionamento al quale non siamo preparati e che la politica pensa di poter affrontare con ricette del passato, ricette vecchie e che hanno dimostrato ampiamente il loro fallimento.

Occorrerebbe rovesciare il paradigma, ipotizzare strade diverse e innovative che presuppongono intelligenze e creatività che ad oggi non si vedono all’orizzonte.

Infine occorre anche essere coscienti che un cambio radicale del pensiero dominante e delle iniziative da mettere in campo pone inevitabilmente in gioco gli interessi politici e imprenditoriali dell’attuale classe dirigente. In altre parole un vero cambiamento implica la rinuncia a posizioni di potere e di privilegio, una rinuncia che non può rendere felici quelli che detengono tali posizioni di potere.

Bisogna quindi “costringere” chi non intende cedere i propri privilegi e questo può essere fatto solo con la nostra capacità di incidere sempre di più. Da qui il messaggio l’unione fa la forza. Fino a quando il politico con il quale ci confrontiamo è in grado di valutare che dietro di noi ci sono solo quattro gatti non riusciremo ad ottenere nulla.

Un grazie ad Armando Rinaldi per la sua disponibilità ed un grande in bocca al lupo per la nascita della nuova Federazione Over 40.

Laura Napolitano – Redazione Alp Over 40

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