Disoccupazione, il lavoro poteva stancare chi ce lo aveva

di Ivo Mej | 14 maggio 2017 | il Fatto Quotidiano.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/14/disoccupazione-il-lavoro-poteva-stancare-chi-ce-lo-aveva/3575084/

Il 1936 fu un anno fatidico, sotto molti aspetti: il 18 gennaio Joseph Rudyard Kipling morì di emorragia cerebrale dopo aver letto su un giornale la notizia della sua morte; a giugno Giovanni Agnelli senior presentò al mondo la Topolino; il 29 settembre nacque Silvio Berlusconi.

In quello stesso fatidico 1936 venne anche composta questa poesia:

Traversare una strada per scappare di casa
lo fa solo un ragazzo, ma quest’uomo che gira
tutto il giorno le strade, non è più un ragazzo
e non scappa di casa.

Era l’inizio di Lavorare stanca di Cesare Pavese, scritta quando il lavoro poteva ancora stancare chi ce lo aveva. Gli italiani allora erano quasi 43 milioni e a lavorare erano oltre 18 milioni e mezzo, a fronte di 460 mila disoccupati (dati archivio Istat).

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Specchio dei Tempi – La Stampa – 22/08/2015 e risposta di una ns/Associata

Specchio dei Tempi – La Stampa 22 Agosto 2015

http://www.lastampa.it/2015/08/22/cronaca/rubriche/specchio-dei-tempi/le-lettere-del-agosto-Q5eJp76iXFoScIwtaO4dFK/pagina.html

«Aggressioni sui bus: lavori in cambio di abbonamenti»

Un lettore scrive:

«Leggiamo molte volte di aggressioni a controllori Gtt, spesso da parte Continue Reading

Si parla tanto di discriminazione, ma i più discriminati sono i disoccupati Over40

di Enrico Bergonzi | Torino 31 Luglio 2015

Si parla tanto di non discriminare nessuna categoria di cittadini, ci si infervora e ci si scandalizza se vengono discriminati extra-comunitari, i carcerati, i tossicodipendenti, i rom e quant’altro; giustamente perché ognuno ha diritto alla dignità, al riscatto, siamo tutti cittadini. Però si sta verificando una discriminazione (ignorando la condizione e gli sforzi che alcune persone stanno facendo) da parte delle istituzioni, principalmente locali, nei confronti dei disoccupati “âgée” (Over40). Persone che hanno perso il lavoro in età matura e fanno fatica trovare una ricollocazione (quasi impossibile) e che si sforzano di rendersi utili alla comunità, ma che avrebbero necessità di un aiuto dalle istituzioni. Persone che non si appoggiano all’assistenzialismo puro (ormai incancrenito nella società italiana), ma che vogliono dare qualche cosa alla cittadinanza, promuovendo progetti di pubblica utilità in cambio di un contributo che permetta loro di poter sopperire ai bisogni immediati per la sopravvivenza. Ma le istituzioni a partire dalle circoscrizioni sino ad arrivare alla Regione non vogliono considerare la condizione di queste persone che non hanno più il lavoro, non hanno pensione e nessun ammortizzatore sociale (senza togliere nulla ai diritti di carcerati, extra-comunitari etc.), ma che devono pagare le tasse, i servizi, le bollette, gli affitti, i mutui e soprattutto sopravvivere. La nostra Associazione è diversi anni che ha presentato e proposto dei progetti sociali di lavoro accessorio, come quello dell’Operatore Ecologico di Quartiere, alle Circoscrizioni e al Comune di Torino, ma non sono stati mai considerati dalle suddette istituzioni o accolte tiepidamente solo da qualche circoscrizione, e qui di seguito c’è l’esempio lampante di come queste nostre idee vengono utilizzate in maniera diversa, con operatori che non comportano un esborso da parte del Comune (lavoro gratuito, non retribuito). http://www.lastampa.it/2015/07/31/cronaca/i-giardini-delle-circoscrizioni-li-puliscono-i-carcerati-frZac4p081zEMK02YwHN8K/pagina.html

Quantomeno il Comune di Milano ha adottato questo tipo di progetto istituendo 100 borse lavoro destinate ai disoccupati. http://www.milanotoday.it/politica/assunzione-disoccupati-comune-pulizie.html

Non ho altro da aggiungere, se non provare profonda delusione perché gli sforzi dell’Associazione si arenano di fronte a dei muri istituzionali incredibili e che la discriminazione che viene condannata e biasimata da tutti i politici, si sia indirizzata verso altre categorie di persone svantaggiate.

Fiano: «Si lavora per coinvolgere i disoccupati over 40»

I lavori da effettuare riguarderanno principalmente interventi di pulizia e tinteggiatura nei parchi giochi, nelle aree ciclo pedonali, sulle panchine e sui cestini in legno e sulle strade e le aree comunali

di Davide Padellaro  | 29 luglio 2015 | Il Risveglio

http://www.ilrisveglio-online.it/fiano/2015/07/29/fiano-%C2%ABsi-lavora-coinvolgere-i-disoccupati-over-40%C2%BB

È avvenuta sabato 25 luglio la presentazione del progetto “Fiano… Progetta-Lavora”, realizzato dall’associazione “Alp Over 40” in Continue Reading

da “Specchio dei Tempi” de “La Stampa” – 29 Maggio 2015

da “Specchio dei Tempi” de “La Stampa”

Le lettere del 29 Maggio 2015

http://www.lastampa.it/2015/05/29/cronaca/rubriche/specchio-dei-tempi/le-lettere-del-maggio-5tzsTqqt128ACZX8lZf8kK/pagina.html

«Sana e italiana? Difficile trovare occupazione»

Un lettore scrive:

«Vorrei portare all’attenzione dei lettori quanto successo ieri a mia moglie.  «Lei è in cerca di occupazione e si è recata presso un centro per l’impiego di Orbassano per consegnare il suo curriculum. Le è stato risposto che per trovare lavoro sarebbe meglio che fosse straniera e/o malata. Con tutto il rispetto per tutte le persone di ogni genere e condizione, ma è mai possibile che in Italia per trovare un’occupazione si debba essere di un’altra nazionalità?  «A che pro pagare le tasse se nel proprio Paese si è cittadini di secondo livello?

«E’ questa l’integrazione tanto agognata?».

S.B.