Una dote da imitare per il contratto di ricollocazione

Una dote da imitare per il contratto di ricollocazione

Il contratto di ricollocazione è una delle principali novità del Jobs act. Per capire se funzionerà, si può guardare all’esperienza della dote unica del lavoro della Lombardia, che ha dato buoni risultati. La “presa in carico” resta il nodo da risolvere. Controlli e priorità dei servizi pubblici.

di Francesco Giubileo e Giampaolo Montaletti | 29 settembre 2015 | lavoce.info

http://www.lavoce.info/archives/37375/una-dote-da-imitare-per-il-contratto-di-ricollocazione/

Cos’è il contratto di ricollocazione

Il contratto (o voucher) di ricollocazione è tra le principali novità del Jobs act: in estrema sintesi, un lavoratore licenziato che riceve Continua a leggere Una dote da imitare per il contratto di ricollocazione

Inps, 3 miliardi di contributi da immigrati tornati all’estero. Tito Boeri: creare un fondo per l’integrazione

Inps, 3 miliardi di contributi da immigrati tornati all’estero. Tito Boeri: creare un fondo per l’integrazione

Redazione | 23 settembre 2015 | huffingtonpost.it

http://www.huffingtonpost.it/2015/09/29/inps-miliardi-contributi-immigrati_n_8213620.html?utm_hp_ref=italy

Nelle casse dell’Inps ci sono 3 miliardi di euro di contributi pensionistici non riscossi. “Appartengono” a quasi 200.000 stranieri Continua a leggere Inps, 3 miliardi di contributi da immigrati tornati all’estero. Tito Boeri: creare un fondo per l’integrazione

Boeri: “Raddoppiati pensionati che emigrano, troppi assegni pagati a chi vive e versa tasse all’estero”

Boeri: “Raddoppiati pensionati che emigrano, troppi assegni pagati a chi vive e versa tasse all’estero”

Il presidente dell’Inps ha reso noto che tra 2003 e 2014 oltre 36mila persone hanno deciso di passare la vecchiaia all’estero. I loro assegni costano alle casse dell’istituto oltre 1 miliardo ogni anno. A riequilibrare i conti sono i contributi previdenziali dei quasi 200mila immigrati che hanno lavorato nel nostro Paese ma non ricevono la pensione

Sempre più pensionati italiani decidono di emigrare e farsi pagare la pensione all’estero. Con il risultato che ogni anno “esce” dalla Penisola circa 1 miliardo di euro sotto forma di assegni e trattamenti assistenziali, mentre i consumi e il gettito fiscale diminuiscono di conseguenza. A riequilibrare i conti sono i contributi previdenziali dei quasi 200mila immigrati che hanno lavorato nel nostro Paese ma non ricevono la pensione perché sono tornati in quello di origine. A fare i conti è stato il presidente dell’Inps, Tito Boeri, presentando il rapporto “World Wide Inps”. L’economista ha sottolineato che è “paradossale” che “continuiamo a pagare” prestazioni a pensionati che vivono in altri Paesi “e che magari hanno un’assistenza di base”, mentre “in Italia non ci sono strumenti contro la povertà e una rete di base proprio perché si dice non ci siano le risorse”. E ha auspicato che con i contributi di chi non ha la cittadinanza italiana venga costituito un fondo per finanziare politiche di integrazione.
Il numero dei pensionati emigrati è passato dai 2.553 del 2010 ai 5.345 nel 2014, con un aumento del 109%. Allargando lo sguardo al periodo 2003-2014, il numero sale a 36.500 persone. In tutto i trattamenti pensionistici erogati all’estero, in oltre 150 Paesi, sono 400mila all’anno per una spesa complessiva che supera il miliardo di euro. E 200 milioni, ha quantificato Boeri, se ne vanno solo per le prestazioni assistenziali, comprese eventuali integrazioni al minimo e maggiorazioni sociali, “a pensionati che vivono in altri Paesi e che magari hanno un’assistenza di base: è un principio abbastanza strano” perché sono “persone che vivono e pagano le tasse altrove, riducendo il costo dell’assistenza sociale in questi Paesi mentre in Italia non abbiamo una rete di assistenza sociale di base”. In più “questo fenomeno erode la base imponibile: molti pensionati ottengono l’esenzione della tassazione diretta e non consumano in Italia, con effetti quindi anche sulla tassazione indiretta. E il fenomeno non è compensato da flussi in ingresso di pensionati Inps che rientrano, solo 24.857 dal 2003 al 2014″.A tenere in equilibrio i conti ci pensano quei 198mila stranieri, nati prima del 1949, che hanno lavorato in Italia versando contributi per oltre 3 miliardi di euro e non ricevono prestazioni previdenziali. Negli ultimi anni gli stranieri versano mediamente contributi annui tra i 7 e gli 8 miliardi di euro annui e il 5% di questi contributi non dà luogo a prestazioni, con la conseguenza che si crea ogni anno un “tesoretto” di 375 milioni di euro. “Perché non fare un fondo per investire su politiche dell’integrazione degli immigrati attingendo a un alto ‘free riding’ sui contributi degli immigrati?”, si è chiesto Boeri.

Bollette, a ottobre aumentano i costi per elettricità e gas

Bollette, a ottobre aumentano i costi per elettricità e gas

L’autorità per l’energia ha stabilito che i rincari saranno del 3,4% per la luce, mentre per il metano saranno del 2,4%. Conteggiando i ribassi dei primi nove mesi dell’anno, il risparmio complessivo per la famiglia media sarà di 60 euro rispetto al 2014

Redazione | 29 settembre 2015 | Repubblica.it

http://www.repubblica.it/economia/2015/09/29/news/bollette_tariffe-123944139/?ref=HREC1-8

Una brutta notizia per le famiglie e i consumatori italiani. Nonostante la continua diminuzione dei prezzi della materia prima, nei prossimi Continua a leggere Bollette, a ottobre aumentano i costi per elettricità e gas

Crisi, l’addio all’Italia degli over 50: “Nel 2013 quasi 100 mila espatriati”

Crisi, l’addio all’Italia degli over 50: “Nel 2013 quasi 100 mila espatriati”

Licenziamenti, pagamenti che non arrivano, impossibilità di ricollocarsi. Secondo il ministero dell’Interno, dal 2009 a fine 2013, gli italiani tra i 50 e i 59 anni che hanno cercato fortuna all’estero sono stati 362mila, con incrementi sostanziosi negli ultimi anni. Spesso lasciano a casa la famiglia e all’estero si adattano al precariato

Continua a leggere Crisi, l’addio all’Italia degli over 50: “Nel 2013 quasi 100 mila espatriati”

“In Italia niente lavoro per generazioni”: il vademecum per trovarlo all’estero

“In Italia niente lavoro per generazioni”: il vademecum per trovarlo all’estero

Parlare almeno una lingua straniera, avere dimestichezza con il computer e non mentire sulle proprie capacità. Sono alcuni dei suggerimenti di “Trova lavoro subito!”, di Alberto Forchielli e Stefano Carpigiani. Perché nel nostro Paese “anche se facessero oggi tutte le riforme ci vorrebbero 10-20 anni per vedere delle modifiche strutturali”

di Chiara Daina | 29 settembre 2015 | Il Fatto Quotidiano

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/29/in-italia-niente-lavoro-per-generazioni-il-vademecum-per-trovarlo-allestero/2044205/

Italiani in fuga ma spesso sprovvisti dell’abc per sfondare in terra straniera. Almeno in tempi rapidi. Oppure fermi nell’indecisione se Continua a leggere “In Italia niente lavoro per generazioni”: il vademecum per trovarlo all’estero

Tasse Piemonte, le micro imprese pagano 11.300 euro di tasse locali

Tasse, le micro imprese pagano 11.300 euro alle amministrazioni locali

A Torino la cifra sale a 11.420 euro all’anno. Ecco i dati trasmessi da Confartigianato, numeri che certo non aiutano la ripresa dell’economia.

Redazione | 28 settembre 2015 | Torinotoday.it
http://www.torinotoday.it/aziende/piemonte-micro-imprese-11.300-euro-tasse-locali

Le imprese piemontesi sono soffocate dalle tasse. In media all’anno, le piccole e micro aziende devono pagare 11.324 euro di tasse alle amministrazioni locali, tra Imu, Tasi, Irap, addizionali regionale e comunale Irpef. E sotto la Mole la cifra sale a 11.420Continua a leggere Tasse Piemonte, le micro imprese pagano 11.300 euro di tasse locali

Newsletter Atdal Over 40 Centro–Nord / ALP Over40 Piemonte – Anno XIII – Nr. 17 del 25 settembre 2015

Newsletter Atdal Over 40 Centro–Nord / ALP Over40 Piemonte

Anno XIII – Nr. 17 del 25 SETTEMBRE 2015

IN QUESTO NUMERO

Interviste a quattro disoccupate dell’area di Milano

Notizie ALP Over40

Lavoro accessorio Compagnia San Paolo – Caselle Torinese (TO)

La storia positiva di una Socio ALP Over40

Sportello d’ascolto

Disoccupato senza casa: “Il sacerdote mi ha detto di andarmene”

Storia di un mendicante al Civile: rimasto senza lavoro a 54 anni

150925-NL ATDAL-ALP XIII-17

(cliccare sul link per visualizzare il documento)

Jobs Act, un terzo di colf e badanti senza il sussidio di disoccupazione

Jobs Act, un terzo di colf e badanti senza il sussidio di disoccupazione

E’ l’effetto di una circolare dell’Inps sulla Naspi. L’associazione dei datori chiede incentivi e bonus

di Luisa Grion  e Valentina Conte | 27 settembre 2015 |  Repubblica.it

http://www.repubblica.it/economia/2015/09/27/news/jobs_act_un_terzo_di_colf_e_badanti_senza_il_sussidio_di_disoccupazione-123762227/?ref=HREC1-7

Un terzo delle badanti, colf e baby sitter italiane rischia di rimanere all’asciutto in caso di disoccupazione, ovvero senza alcun sussidio. Continua a leggere Jobs Act, un terzo di colf e badanti senza il sussidio di disoccupazione

Pensioni, Padoan ci ripensa: ‘Flessibilità di uscita dal lavoro già in legge Stabilità’

Pensioni, Padoan ci ripensa: ‘Flessibilità di uscita dal lavoro già in legge Stabilità’

Il ministro dell’Economia ha detto alla Camera che il governo “si impegna” a intervenire già nella manovra. Ma non ha dato alcun dettaglio e ha chiarito che l’operazione deve essere “compatibile con il quadro di finanza pubblica”, cioè a costo zero per lo Stato e a carico degli stessi pensionati. Boeri avverte: “Con assegni troppo bassi li attende un futuro di assistenza”. Cgil e Cisl: “Grande confusione”

Dopo una lunga serie di annunci e marce indietro, il governo Renzi ora torna a promettere che il tema della flessibilità dell’età di