Ritrovare un lavoro anche dopo i 45 anni

LA STAMPA 19/08/2012 – LA STORIA

Il sostegno al reddito e la formazione sono rivolti a disoccupati con età uguale o superiore a 45 anni e bassa istruzione
La Regione stanzia 4 milioni per un progetto di recupero – di Alessandro Mondo
TORINO

Quasi quattro milioni: per l’esattezza, 3,6. Una goccia nel mare dell’emergenza-lavoro, moltiplicata dalla recessione al di là dell’immaginabile. Quanto basta per finanziare anche nel periodo 2012-2013 i «cantieri di lavoro», una delle misure di politica occupazionale rivolta alle fasce particolarmente esposte: senza lavoro, con età superiore o uguale a 45 anni e basso livello di istruzione, oppure in situazioni familiari o sociali di particolare gravità. Nell’elenco rientrano anche persone sottoposte a misure restrittive della libertà. In pratica, uno dei fronti più delicati con i quali deve misurarsi l’assessore Claudia Porchietto, che nella giunta Cota ha la delega al Lavoro e alla Formazione professionale.

Obiettivo: consentire ai disoccupati di compiere un’esperienza lavorativa con un sostegno al reddito, prevedendo nel contempo la partecipazione a iniziative di orientamento e formazione per cercare di mantenerli nel mercato del lavoro.

L’impegno economico della Regione finanzierà il 50% del sostegno al reddito dei partecipanti (la restante metà è a carico dell’ente pubblico che avvia il cantiere) e il 100% delle attività di consolidamento occupazionale.

La formula è collaudata: spetterà ai Comuni presentare i progetti alle Province; queste ultime potranno individuare i destinatari delle attività utilizzando criteri di selezione in aggiunta a quelli già delineati dalla Regione: priorità alla residenza in prossimità del luogo in cui si realizza il «cantiere», ma anche reddito ed età. «Parliamo di uno strumento che negli anni ha saputo consolidarsi e in cui credo – spiega Porchietto -: perché permette di realizzare opere di pubblica utilità e perchè si rivela un efficace strumento per il futuro reinserimento lavorativo dei soggetti coinvolti». Non solo: «In questa edizione la Regione ha predisposto un regolamento per realizzare i Cantieri all’insegna di una maggiore uniformità di attuazione fra le realtà territoriali e per tutelare le amministrazioni proponenti rispetto a dubbi su alcuni aspetti contributivi e normativi».

Qualche numero. Tra 2011 e 2012 sono stati circa 1.700 i lavoratori che hanno partecipato ai Cantieri di lavoro promossi da 198 enti pubblici, ovvero i Comuni e i loro consorzi , più le comunità montane piemontesi. Solo nel Torinese l’iniziativa ha riguardato 53 Comuni e altri enti pubblici, con il coinvolgimento di 970 persone (508 soltanto a Torino). E ancora: il 47% delle persone coinvolte ha più di 45 anni, le donne rappresentano il 41% del totale e gli stranieri il 9,4.

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