Il dramma dei 50enni senza lavoro: “Vi raccontiamo la nostra vita interrotta”

da Il Fatto Quotidiano Emilia Romagna 24 Ottobre 2012

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Il dramma dei 50enni senza lavoro: “Vi raccontiamo la nostra vita interrotta”

Il limbo tra disoccupazione e pensione dei 90 partecipanti al World Café di Bologna: curriculum fuori mercato, una famiglia da portare avanti e figli neolaureati a loro volta disoccupati: “Tra 30 anni questa cifra aumenterà del 15% e sarà una nuova lotta tra poveri”

di Martina Castigliani Emilia Romagna 24 ottobre 2012

Licenziati, esodati e disoccupati a 50 anni. La crisinon tocca solo giovani e neo laureati, ma esiste unagenerazione di mezza età costretta ad affacciarsi al mercato del lavoro trovando solo porte chiuse. Una fascia di popolazione che incontra più ostacoli dei loro figli: “Se i giovani con una laurea e un master non hanno offerte, come potremmo averle noi?”. Lo raccontano Lucia, Benjamin e gli oltre novanta partecipanti del World Caffè di Bologna, un’iniziativa di democrazia partecipativa che vuole raccogliere le esperienze degli inoccupati post 50 anni e presentarle a Bruxelles. L’incontro, unico in Italia, si inserisce in un’iniziativa europea che ha toccato altre cinque nazioni (Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna e Repubblica Ceca) in occasione del progetto European Voices for Active Aging, promosso nell’anno europeo per l’invecchiamento attivo e la solidarietà tra generazioni.

Oltre il 20% della popolazione europea ha più di 60 anni, a fronte di un dato che oscilla tra 5 e 12,4% in Africa del nord, Asia e America Latina. E le prospettive fino al 2025 segnalano uninvecchiamento progressivo in tutto il mondo. Davanti a cittadini sempre più anziani, le politiche dei singoli stati non tengono in considerazione le nuove necessità. A fare il primo passo è l’Unione Europea, che intende promuovere interventi per ricordare alle nazioni che è giunta l’ora di pensare anche a chi vive nel limbo tra disoccupazione e pensione.

“Sono donna, mamma e ho 47 anni, – racconta Lucia Orsini, – come posso pensare di poter trovare un altro lavoro?”. È la storia di Lucia che cerca un lavoro e che si sente dispersa in un mare di indifferenza, senza strumenti o reti di protezione, in attesa di una pensione che non si sa quando arriverà. Le vite dei nuovi inoccupati si assomigliano le une alle altre e tutte finiscono con l’iscrizione agli uffici di collocamento, a cui segue la rassegnazione. “Ero operaia in aziende grafiche, – continua Lucia, – poi dopo la terza gravidanza ho dovuto lasciare il mio posto di lavoro. La situazione purtroppo per una persona della mia età è molto difficile. Ora sono alla ricerca, ma non trovo nulla. Cassiera, commessa, operaia. Va bene tutto. Non dico che sono rassegnata, ma insomma… cos’altro dovrei dire?”.

 

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