IN COMUNE GLI INVISIBILI, I NUOVI DISOCCUPATI OVER QUARANTA

LA STAMPA 13 Luglio 2012

IN COMUNE GLI INVISIBILI, I NUOVI DISOCCUPATI OVER QUARANTA

Troppo giovani per la pensione, ma troppo vecchi per lavorare

Due dei rappresentanti dell’associazione Alp sono stati sentiti ieri dalla commissione lavoro del Comune

 Il vicesindaco: «Da gennaio a oggi abbiamo il 5% in più di disoccupati»
di Emanuela Minucci – Torino
«Troppo giovani per la pensione, troppo vecchi per lavorare». Così sta scritto sul biglietto da visita che questi lavoratori, forzosamente ex, allungano ai consiglieri della Commissione Lavoro in Comune. Fanno parte di Alp, l’associazione Lavoro Piemonte che ha due sportelli a Torino, uno alla Cascina Marchesa, l’altro in corso Corsica. Hanno di fronte il vicesindaco Tom Dealessandri e un pezzetto di Sala Rossa, un passato nei settori più diversi, magari conquistato grazie a una laurea e un futuro dall’angoscia a tempo indeterminato. Basta ascoltare le loro storie per capire quanto sia difficile affrontare una vita da Co.co.pro., senza l’energia dei vent’anni. Sono lì a chiedere che cosa può fare il Comune per loro, gli over 40 riuniti dall’associazione Lavoro Piemonte.

Il sottoccupato Per primo parla Marcello Fontana, 59 anni, il presidente dell’associazione, informatico con figlia ventinovenne (anche lei laureata) da mantenere insieme con la moglie: «Fino a quattro anni fa lavoravo per un’azienda irlandese che poi ha chiuso. E da quel giorno ho chiuso anch’io. Ho trovato altri lavori grazie alla mia specializzazione, ma mai fissi, sempre a tempo. Anche mia figlia non ha trovato lavoro, e arrivare alla fine del mese è un’angoscia».

La più giovane Poi c’è Viviana Catania, 37 anni. che è arrivata a Palazzo Civico insieme con la sua sorella gemella, anche nel destino di non trovare mai un posto fisso: «Siamo disponibili a fare qualsiasi lavoro, ma ci offrono sempre e soltanto lavori precari, a tempo. Insomma, da quando siamo nate non abbiamo provato l’ebbrezza di un’occupazione che andasse oltre qualche mese; l’ultimo lavoro è stato a Rimini, assistevo gli anziani». Accanto a loro c’è Rosella Vaglio, 52 anni, impiegata fino al 2006 in un’azienda dell’indotto automobilistico: «Poi hanno chiuso e io non ho più trovato uno straccio di occupazione. Vivo grazie ai 50 euro la settimana che generosamente mi passa mio figlio che sta facendo un dottorato di ricerca».

L’assistenza del Comune Il vicesindaco ha snocciolato una serie infinita di cifre dettate dalla crisi. «La Città stanzia per il lavoro 3 milioni 450 mila euro: dal gennaio 2011 al luglio 2012 oltre 6 mila cittadini hanno ottenuto sostegno al reddito o all’inserimento lavorativo. Ma sono 30 mila le persone che si sono presentate agli sportelli lavoro della Città. La risposta? 390 le persone prese in carico dal progetto di ricollocazione, 250 hanno trovato un lavoro, 14 giovani under 29 sono stati inseriti». Ancora numeri, ancora più generali: «Il 49% della popolazione in cerca di lavoro ha un livello di istruzione che non va oltre la scuola dell’obbligo. Quest’anno ci sono già 10 mila nuove disponibilità nel primo semestre 2012, ma è stato raggiunto un tasso di disoccupazione giovanile pari al 36 per cento». Le ore di cassa integrazione sono passate dai 13 milioni del 2008 ai 61 milioni del primo semestre 2011. Oltre 12 mila sono gli iscritti alle liste di mobilità. Per la prima volta siamo di fronte ad un saldo negativo tra nuove imprese e imprese che chiudono. «Occorrono nuovi rapporti tra gli enti ha concluso il vicesindaco – e una migliore integrazione dei progetti».

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