16 Maggio 2013 – ATDAL Over40 in Audizione presso la Commissione Lavoro del Senato

ATDAL OVER40 AUDIZIONE PRESSO LA COMMISSIONE LAVORO DEL SENATO – 16 MAGGIO 2013

L’Audizione “informale” era stata concessa ai Comitati “esodati” e la nostra Associazione è stata invitata surichiesta del Movimento 5 Stelle con il quale da tempo due Soci hanno sviluppato contatti molto proficui.

Il tema all’ordine del giorno era quindi, in prevalenza, rivolto alla situazione degli “esodati” nonsalvaguardati dalla riforma previdenziale dell’ex Ministro Elsa Fornero. Nei contatti che hanno preceduto la nostra presenza all’audizione ho scoperto che il Capo della Segreteriadel Presidente della Commissione Lavoro, l’ex-Ministro del Lavoro Cesare Damiano, è l’ex Senatore Giovanni Battafarano con il quale abbiamo collaborato durante i lavori della Commissione di Indagine del Senato sulla disoccupazione degli over45 (anni 2003-2006).

All’ingresso del Parlamento ho trovato la nutrita delegazione dei Comitati “esodati” (erano presenti 18 Comitati) che avevano già predisposto la lista di nominativi di chi avrebbe chiesto di parlare. Gli interventi previsti erano 11.

Partecipanti all’incontro in rappresentanza della Commissione Lavoro della Camera:

Partito Democratico: il Presidente Cesare Damiano, il Capo Segreteria, ex-Senatore Giovanni Battafarano, l’On. Marialuisa Gnecchi, l’On. Cinzia Fontana.

SEL: On. Giorgio Airaudo

PdL: On. Renata Polverini

Lega Nord: On. Massimiliano Fedriga

M5S: On. Eleonora Bechis, On. Tiziana Ciprini, On. Claudio Cominardi, On. Gessica Rostellato (più almeno un altro esponente di cui non ricordo il nome). Erano presenti anche altri esponenti parlamentari che non ho potuto identificare.

Alle ore 14 i lavori sono aperti dall’On. Damiano che ha ricordato l’informalità dell’incontro e ha fissato i tempi della riunione in poco più di due ore con l’obiettivo di chiudere l’incontro entro le 16.15. Ha quindi proposto che venissero ascoltati gli 11 interventi dei Comitati (che in realtà erano diventati 12 dato che Battafarano ha provveduto ad inserire anche il mio nominativo nella lista) ai quali avrebbero risposto i Parlamentari della Commissione. Infine vi sarebbe stato spazio per eventuali repliche.

Il primo intervento è stato fatto da un esponente dei Comitati che ha presentato a nome di tutti i Comitati una memoria piuttosto lunga (10 minuti) e non è stato interrotto proprio per il fatto che parlava a nome di tutti gli altri. Dopo questo intervento, Damiano ha fissato tempi limite di 3 minuti che abbiamo poi visto sforare al massimo di un minuto. La maggior parte degli interventi dei Comitati si sono concentrati sulle specificità delle situazioni dei lavoratori che rappresentavano. Va però detto che almeno tre diversi interventi hanno allargato l’orizzonte oltre lo specifico problema degli “esodati” per focalizzarsi anche sui disoccupati che non hanno sottoscritto accordi all’esodo. Cito in particolare l’intervento a braccio della rappresentante romana di ESMOL che ha duramente evidenziato la condizione delle tantissime donne senza lavoro e senza reddito per le quali le pensioni sono state allontanate nel tempo anche di 6-7 anni. Cito anche l’intervento di un rappresentante di un Comitato Ferrovieri che ha parlato dello scandalo del prolungamento dell’età pensionabile fino a 67 anni anche per i macchinisti dei treni e gli addetti alla composizione dei convogli in quanto lavori pericolosi che non possono essere svolti oltre una certa età.

Ho voluto riferire questo intervento perché vi sono aspetti che riprenderò al termine di questa relazione. Il mio intervento è stato il penultimo. Non essendovi tempo materiale per leggere la nostra memoria (ci sarebbero voluti 6 minuti) sono intervenuto a braccio evidenziando la situazione dei tanti disoccupati maturi prossimi alla pensione senza lavoro e senza reddito. Ho ricordato che il problema in discussione in realtà ha origini lontane ed era già stato analizzato a fondo dalla Commissione Lavoro del Senato senza che le sue conclusioni venissero poi accolte con il varo di norme a sostegno della categoria. Ho evidenziato che ogni riforma previdenziale da oltre 15 anni ha prodotto danni collaterali per coloro che sono stati penalizzati a pochi anni dalla pensione. Ho infine sostenuto la necessità di rimettere mano a tutta la materia previdenziale partendo dall’abrogazione della riforma Fornero e rivedendo le norme in materia secondo criteri di equità. Ho infine accennato alla necessità di riprendere l’insieme delle tematiche che riguardano il lavoro, il welfare, il sostegno al reddito.

Dopo l’ultimo intervento dei Comitati sono iniziate le repliche dei Parlamentari.

L’On. Gnecchi (PD) ha esposto la lunga serie di iniziative da lei avviate già durante il Governo Monti entrando in dettaglio dei singoli articoli di legge oggetto di sue proposte di modifica alla riforma Fornero. Ha anche citato altre modifiche alle quali ha lavorato e sta ancora lavorando dopo la nomina dell’attuale Governo. Rivolgendosi al sottoscritto ha precisato che lei conosce benissimo la relazione prodotta nel 2006 dalla Commissione Lavoro del Senato e la considera una sorta di linea guida.

Un mio commento: mi fa piacere che quella relazione sia stata letta e fatta propria da qualcuno invece di ammuffire in uno schedario, non capisco però come possa costituire una linea guida dato che quella relazione analizza il problema della disoccupazione “matura”, ne certifica l’esistenza e la gravità e sollecita interventi legislativi urgenti demandando però al Parlamento la natura di tali interventi.

Ha preso la parola l’On. Renato Polverini (PdL) con un intervento che si è limitato a riconoscere il problema in discussione (un intervento dovuto più che sentito).

Più partecipato l’intervento dell’On. Massimiliano Fedriga (Lega Nord) che ha denotato una conoscenza del problema e si è detto concorde sulla necessità di interventi che vadano a modificare la Legge Fornero. Non mi pare però di ricordare sia entrato nel merito della condizione dei non “esodati”.

L’On. Airaudo (SEL) è intervenuto sostenendo con decisione le denunce fatte sia dai Comitati che dal sottoscritto. Di fondo mi è parso d’accordo con la necessità di abrogare la riforma Fornero ma ha anche detto chiaramente che oggi non esistono le condizioni politiche per poter ribaltare la logica con la quale tale riforma è stata pensata e attuata.

L’On. Gessica Rostellato (M5S) ha ripreso parte del mio intervento e, soprattutto, ha concordato sulla necessità di abrogare la riforma Fornero.

L’On. Claudio Cominardi (M5S) ha invece evidenziato la necessità che tutte le categorie dei lavoratori e dei disoccupati penalizzati dalla riforma Fornero facciano fronte comune, si uniscano, per avere maggior forza nei confronti della politica. Alcuni rappresentanti dei Comitati hanno dato segni di insofferenza di fronte a questo intervento. Ho capito che da parte loro non si accettava questo suggerimento in quanto loro si considerano assolutamente uniti. Ma, per l’appunto, uniti tra di loro, cioè tra “esodati”. L’On. Cominardi nel suo intervento intendeva ovviamente dire che esistono altri “non-esodati” che hanno gli stessi diritti e lottano per vederseli riconosciuti.

Conclusi gli interventi dei Parlamentari si sono aperte le repliche. Da parte di alcuni rappresentanti dei Comitati sono state fatte delle precisazioni tecniche mentre altri hanno descritto la propria condizione personale sottolineando l’urgenza di interventi legislativi. Sono intervenuto anche io informando i Parlamentari che nel mese di febbraio abbiamo inoltrato una denuncia alla Unione Europea sulla discriminazione in base all’età nei criteri di accesso alle pensioni. Ho ricordato che nel nostro paese, quando ha fatto comodo alle imprese, si sono prepensionati migliaia di lavoratori con meno di 50 anni di età e meno di 30 di versamenti. Ho anche citato il fatto che la discriminazione sull’età è ampiamente diffusa nel nostro paese al punto che anche i bandi di gara per l’assunzione di dipendenti della Camera e del Senato sono illegali in quanto contengono la barriera dell’età.

In chiusura della riunione l’On. Damiano ha ribadito l’esistenza di una attenzione sui temi proposti da parte di tutti i componenti della Commissione Lavoro. Ha citato la necessità di intervenire emendando la Riforma Fornero (il che significa che non vi è alcuna intenzione, da parte sua, di chiederne l’abrogazione) in varie parti. Non si è limitato a fare riferimento alla categoria degli “esodati” ed ha esplicitamente parlato anche dei disoccupati espulsi non a seguito di accordi all’esodo e pochi anni dalla pensione. Ha però tenuto a precisare che qualsiasi intervento che nasca o venga proposto dalla Commissione Lavoro dovrà poi fare i conti con gli equilibri presenti all’interno del Governo.

Ha concluso con una nota che ritengo positiva: la proposta di organizzare incontri periodici di questo tipo, dando loro la veste di audizioni ufficiali.

 Un mio commento sulle conclusioni dell’On. Damiano. Ho avuto la sensazione che l’orizzonte nel quale lui colloca i disoccupati prossimi alla pensione, che hanno perso il lavoro non in virtù di accordi all’esodo, sia limitato a coloro che hanno perso il lavoro in periodi di poco precedenti il varo della riforma Fornero. Insomma non è facile capire se e quale sensibilità esista nei confronti dei disoccupati di lunga durata, di chi il lavoro lo ha perso da anni ed è privo di reddito e senza possibilità di accedere in tempi brevi alla pensione. Dal mio punto di vista il casino che i vari Governi degli ultimi 20 anni sono riusciti a creare con la miriade di interventi in materia previdenziale è talmente grande che non credo esista la possibilità di mettere altre pezze e che l’unica possibilità sia quella di fare un repulisti generale cominciando a cancellare la riforma Fornero e riscrivendo le regole secondo criteri equi ed omogenei.

La riunione si è conclusa alle ore 16.20.

 PS: A tutti i rappresentanti parlamentari è stata consegnata la nostra memoria (in allegato) unitamente alla Relazione della Commissione Lavoro del Senato del 2006 (chi tra i nostri Soci o Simpatizzanti fosse interessato a riceverla ce ne faccia richiesta) e una rassegna stampa di denuncia della situazione dei disoccupati maturi composta da articoli dei principali quotidiani risalenti agli anni 2000-2004.

 Nota a margine: Riprendo l’intervento del rappresentante dei ferrovieri perché, da alcuni commenti che ho colto tra i presenti, si è riproposto l’annoso problema dei lavori usuranti. Un problema che periodicamente torna all’ordine del giorno e che, in passato, ha aperto discussioni senza fine sulla definizione della lista di coloro che vanno considerati lavoratori rientranti nella categoria. E’ più che evidente che chi lavora in miniera, in fonderia, in catena di montaggio, sulle impalcature edili, ecc. svolge una attività pericolosa ed usurante e che è difficile oltre che criminale pensare che possa continuare a lavorare in tali condizioni fino a 67 anni. Credo però che questa visione del mondo ormai da diversi anni vada a cozzare con una realtà che è profondamente cambiata e nella quale i ritmi di lavoro imposti, la ripetitività delle mansioni, l’alienazione derivante da attività sotto qualificate, ecc., impone una riconsiderazione di ciò che è usurante e ciò che non lo è. Penso che questo sia un tema sul quale dovremmo aprire una seria riflessione.

 

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